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Tradito dal cellulare

Genova- Un genovese di 53 anni, in Via Trossarelli, si rende protagonista di un danno non inusuale: in un alterco con l’autista di un mezzo AMT colpisce più e più volte l’autobus con un guinzaglio a catena. La scintilla che ha portato all’esplosione di tale violenza è stata la richiesta, da parte del conducente, di far indossare la museruola al cane. L’uomo, forse stressato dal prolungato obbligo di mascherina sul proprio naso, è andato in escandescenze e, dopo una serie di poetici complimenti all’indirizzo del reo autista, ha iniziato a colpire con calci e pugni la protezione del posto di guida; infine, non ancora pago dello show, il tristo ha danneggiato col guinzaglio del cane la carrozzeria del bus. Non si sa che cos’abbia pensato il cane nei riguardi dell’umano di riferimento, certo è che -se al suo posto ci fosse stato un bambino- sarebbero prontamente intervenuti i servizi sociali, oltre agli agenti di polizia, per il reato di violenza assistita. L’uomo è scappato trascinandosi via il povero cane ma, nella foga, ha perso il cellulare. Lo smartphone è stato rinvenuto dall’autista che lo ha consegnato agli uomini della pattuglia: uno squillo, due squilli e l’agente si rende conto di aver in mano il fuggitivo. “Pronto?” “Sono la moglie di…” risponde la voce. Il poliziotto, in incognito, dichiara di aver trovato il cellulare e chiede indicazioni per la restituzione di quel bene che contiene ormai tutti i segreti delle nostre vite. Di fronte alle forze dell’ordine , l’uomo ammette il misfatto e si giustifica dicendo che l’autista non si doveva permettere di dirgli che cosa fare.

Non è la prima volta che i dipendenti AMT si trovano in condizioni di forte rischio “per un pugno di dollari”: solo dieci giorni fa l’autista di un 517 è stato malmenato da un quarantunenne, per non parlare della gang del 699 che, nel corso del 2020, ha preteso di utilizzare quella linea per le proprie scorribande.

Questi episodi di manifesta inciviltà, ai danni del servizio pubblico e di chi lo garantisce, sono lo specchio di un analfabetismo di ritorno che porta le persone ad esprimersi ormai attraverso la violenza e la prevaricazione; ciò è allarmante, eppure basterebbe conoscere i codici linguistici in uso per evitare di incorrere in fraintendimenti, calci, pugni, sputi.

L’attuale pandemia ha peggiorato una situazione già tesa in una città che, per la penuria di autobus, è bene ricordarlo, non riesce neppure a garantire la riapertura delle scuole superiori: evitiamo di distruggere quei pochi mezzi che abbiamo.

Alessandra Giordano