Genova – È il 4 luglio 1776 il giorno in cui George Washington e i suoi prodi riescono a rendere quel lembo di mondo indipendente dalla corona inglese. Al grido “No taxation without rapresentation” nord e sud si uniscono in una guerra d’indipendenza, sotto l’egida illuminista, che avrebbe gettato le fondamenta per la democrazia più potente del mondo. Da allora, nonostante le divergenze, la guerra di secessione, i dissensi manifestati e la gloriosa marcia di Martin Luther King, tutti gli Americani hanno portato nel cuore una salda convinzione: “Civis Americanus sum”. E l’impero creato nel Novecento parte proprio da qui: lotta per la democrazia+ orgoglio di essere Americani .
Ben altri prodi si son visti domenica: Proud Boys e vari movimenti nazionalisti, razzisti, suprematisti hanno attaccato Capitol Hill con la disinvoltura di cowboys in un saloon .Atterrita l’America e sbigottito il mondo, resta da chiedersi come si sia arrivati a questo punto.
Tucidide, storico greco, invita a indagare oltre la causa ultima: che cosa è accaduto prima? Tanti fatti, tanti eventi . E quali sono i mandanti di questo vergognoso attacco?
Di certo non i suprematisti bianchi che risultano essere il braccio di un progetto ben più grande.
Gli anni Diciannove e Venti hanno fatto vacillare tutti i poteri forti: le proteste dei giovani, guidati da una carismatica e determinata Greta, hanno messo a nudo la miopia dei Conservatori arroccati nei propri pozzi di petrolio e sensibilizzato gli elettori verso una politica più attenta all’ambiente; l’attuale pandemia ha dato maggior potere alla scienza e ha insegnato come una cittadinanza improntata alla tutela collettiva sia più vincente di quel capitalismo individualista che salva i pochi e non i molti: per una volta, negli USA, si è reso necessario garantire il diritto alla salute anche a quella fascia di popolazione socialmente più debole. Ed ecco che i Repubblicani tremano e, avendo le armi, reagiscono con una manifestazione eversiva. Resta una domanda sospesa: si sarebbe potuto impedire?
Alessandra Giordano
